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Spesso essere se stessi, riconoscere il proprio valore e affermarsi nei confronti di altre persone può essere difficile. Far valere le proprie opinioni, portare avanti i propri principi diventa doloroso, soprattutto se l’altro a cui ci stiamo rivolgendo ricopre un ruolo importante nella nostra vita, dal punto di vista affettivo/relazionale e/o dal punto di vista professionale e manifesta di non condividere le nostre idee o decisioni.

Talvolta, per non perdere il sostegno emotivo o materiale dell’altra persona, ci si può abituare a manifestare accondiscendenza, perdendo di vista – più o meno consapevolmente – chi si è, cosa si vuole fare e quale obiettivi si vuole raggiungere. In casi estremi, si può anche condurre una vita dicendo sempre “sì”, a qualsiasi richiesta faccia l’altro.

I comportamenti passivi e aggressivi: come si manifestano?

Il comportamento assertivo può essere considerato come il punto centrale di un continuum tra comportamento passivo e comportamento aggressivo, entrambi disfunzionali, cioè che non favoriscono una risoluzione dei possibili problemi dell’individuo, ma, anzi, finiscono per causargli ulteriore disagio e sofferenza.

Per comportamento passivo si intende quello attuato da chi tende a subire le situazioni senza avere apparentemente reazioni; talvolta, anche assumendosi la responsabilità di cose che non lo riguardano direttamente. Si tratta di persone che faticano ad esprimere le proprie idee, spesso avvalorando quelle degli altri e svalutando se stessi, i propri vissuti e/o comportamenti. Tendono ad essere autocommiserativi, evitanti, esitanti, vittimisti, privi di potere, indifferenti.

Il comportamento aggressivo, al contrario, è messo in atto da chi tende ad affermare se stesso con arroganza e prepotenza, non considerando le esigenze e opinioni altri. Nonostante possa sembrare che abbiano con alcune persone un legame significativo, tendono a comportarsi in modo poco rispettoso nei nei loro confronti. Tendono ad essere esigenti, arroganti, pressanti, umilianti, intraprendenti, rumorosi e ad esercitare un potere nelle relazioni – talvolta abusandone.

Esiste, infine, un’altra modalità di comportamento disfunzionale: il comportamento passivo-aggressivo. Si tratta di una modalità intenzionale e camuffata finalizzata a manifestare i propri sentimenti di rabbia nascosti. Si tratta di persone che sono spesso apertamente ambivalenti e oscillano in modo indeciso tra il comportamento passivo e quello aggressivo. Possono, ad esempio, accettare un incarico lavorativo e poi svolgerlo male, lentamente o non svolgerlo affatto. Perennemente in conflitto tra la dipendenza dagli altri e il desiderio di autoaffermazione, appaiono spavaldi, ma in realtà hanno scarsa stima di sé e attuano comportamenti che generano rabbia e ostilità nei loro confronti. Appaiono giudicanti, manipolativi, vendicativi, corruttori, martiri.

Assertività: stima di sé e responsabilità

L’assertività è la capacità di affermare (e agire) con convinzione e fermezza una propria idea o decisione, assumendosi la responsabilità di quell’affermazione o comportamento.
Agire assertivamente implica avere amor proprio, riconoscere e apprezzare il proprio valore, considerarsi meritevole di rispetto. Allo stesso tempo implica avere amore e rispetto verso l’altro, riconoscere e apprezzare il suo valore e ritenerlo meritevole di rispetto.

Le persone che manifestano assertività sono quelle che vivono riconoscendo la libertà dell’altro e si permettono di agire liberamente, prive di pregiudizi e condizionamenti, ma nel pieno rispetto delle regole, e mai arrecando consapevolmente danni agli altri. Sono persone che parlano spesso in prima persona (pronome “io”), corrette, dirette, ascoltatrici attente, responsabili, rispettose, efficaci, emotive. Appaiono, inoltre, più serene emotivamente di chi attua comportamenti disfunzionali.

In conclusione…

Condurre una vita all’insegna del “non dire mai di NO” può determinare l’insorgenza di malessere psicologico (insoddisfazione per la propria vita, frustrazione, rabbia, ostilità, tristezza, ansia etc.). Rivolgiti ad uno psicologo-psicoterapeuta se pensi di avere difficoltà ad autoaffermarti e stai soffrendo a causa dei tuoi comportamenti disfunzionali.

Esistono tre possibili approcci nella conduzione dei rapporti interpersonali. Nel primo, si pensa solo a se stessi e si trattano gli altri in modo scorretto. Il secondo consiste nel mettere sempre gli altri prima di se stessi. Il terzo approccio è la scelta giusta… la persona mette se stessa prima di tutto il resto ma tiene conto degli altri.

Joseph Wolpe

BIBLIOGRAFIA

Giusti, E. (1992). Training dell’assertività. Quaderni ASPIC, Roma. Giusti E.(1997): Psicoterapie: denominatori comuni.

Speed, B. C., Goldstein, B. L., & Goldfried, M. R. (2018). Assertiveness training: A forgotten evidence‐based treatment. Clinical Psychology: Science and Practice25(1), e12216.

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