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Negli ultimi tempi, in particolare dalla diffusione del coronavirus ho avuto l’occasione di riscoprire la vecchia passione della lettura, che, si è sempre detto, “fa bene”.

Lo sostengono da sempre le insegnanti di scuole di ogni ordine e grado, scrittori, filosofi, psicologi, e chiunque coltivi la passione per la lettura, ma non sempre ci soffermiamo sugli specifici benefici della lettura.

Numerosi studi hanno dimostrato che leggere stimola la mente, riduce lo stress, migliora le conoscenze, espande il vocabolario, migliora la memoria, rende più forte la capacità analitica del pensiero, migliora il livello di attenzione e di concentrazione, migliora le abilità di scrittura.

Biblioterapia: di cosa si tratta?

A partire dai dimostrati benefici della lettura nasce la biblioterapia, che è un approccio alla salute mentale che utilizza il potenziale delle storie, dei racconti, della lettura. La lettura dei libri, infatti, può avere un’influenza positiva sui sentimenti, aiutando le persone a riconoscere aspetti della propria personalità, a gestire problemi di natura psichica o a prevenirli. Infatti, è proprio dalla dinamica interazione tra libro e lettore che emerge spesso una prospettiva positiva nell’affrontare il problema sperimentato nel presente.

Quando stiamo cercando un testo che ci aiuti in un momento delicato dell’esistenza, la scelta può essere libera, ma perché sia “giusta”, oltre ad affidarsi al consiglio di operatori esperti del settore (bibliotecari, librai o persone che leggono molto), bisognerebbe “saggiare” il libro senza fermarsi al titolo, sfogliando qualche pagina per capire di che si tratta.

Se è vero, infatti, che leggere “fa bene” anche quando non soffriamo di un malessere psicologico, è vero anche che non tutti i libri curano o sono utili per la nostra crescita interiore.

La biblioterapia può essere praticata, a tal proposito, in completa autonomia o con l’aiuto di un facilitatore (psicologo/psicoterapeuta). Si può scegliere, quindi, di fare esperienze di lettura traendo libera ispirazione in base al momento di vita in cui si è e in base alla curiosità o attrattiva che un dato libro in quel momento suscita, oppure di affidarsi ad un esperto di benessere e della salute mentale per approcciare ad un percorso di biblioterapia più strutturato, costruito sulle esigenze peculiari della singola persona.

I setting della biblioterapia possono essere: individuale, cioè uno ad uno uno con il terapeuta, o di gruppo.

Le fasi della biblioterapia

La biblioterapia, che sia svolta in setting individuale o di gruppo, si articola secondo Pardeck (1994) in quattro fasi fondamentali, più una quinta opzionale: l’identificazione, la selezione, la presentazione, la lettura e il follow-up. Alcuni ricercatori hanno aggiunto ulteriori fasi, portando fino a dieci passaggi l’implementazione della biblioterapia, ma in questo paragrafo vedremo in cosa consistono le principali fasi.

  1. Identificazione: Il primo passo che il facilitatore deve compiere è l’identificazione sia delle persone che potrebbero trarre dei benefici dalla biblioterapia, sia dei problemi affrontati attualmente da loro.
  2. Selezione: Il secondo passo è selezionare la letteratura che potrebbe rivelarsi utile ai partecipanti in relazione ai problemi individuati. Quindi il materiale scelto deve essere adatto alla lettura e agli interessi dei partecipanti ed essere appropriato per affrontare i problemi individuati. Il testo scelto deve ispirare fiducia al lettore, fornire una rappresentazione realistica del problema in questione e aiutare il lettore a trovare potenziali soluzioni al suo problema.
  3. Presentazione: Il terzo passo è la presentazione del libro da parte del professionista ai partecipanti e prevede la possibilità di avviare attività di pre-lettura di alcune parti del testo.
  4. Lettura: Dopo l’introduzione del libro, i partecipanti avranno bisogno di tempo per leggere il testo. Questa fase può essere svolta in vari modi, che saranno determinati dal facilitatore, ad esempio chiedendo ad un partecipante del gruppo di leggere ad alta voce, di leggere a coppie, o leggere autonomamente.
  5. Follow-up: Questo passaggio è considerato opzionale, ma a mio avviso, è fondamentale per il consolidamento dell’esperienza e per la chiusura della stessa (la lettura di ogni singolo libro) e consiste nella discussione di qualità caratteriali, azioni e decisioni dei personaggi, ma può anche includere momenti di scrittura creativa, attività artistiche e giochi di ruolo.

Biblioterapia e ansia, depressione e problemi di autostima

Studi scientifici sulla biblioterapia hanno dimostrato che la partecipazione a un circolo di lettura può contribuire al benessere psicologico nelle persone con disturbi come depressione e ansia. In particolare, i partecipanti ad uno studio di Pettersson del 2018 hanno riscontrato un miglioramento del benessere psicologico immediatamente dopo aver partecipato a un circolo di lettura guidata. Le interviste ai partecipanti hanno chiarito che il loro benessere sociale era stato influenzato positivamente in vari modi: veniva riscontrata una maggiore fiducia in se stessi e una maggiore interazione sociale. La scelta dei racconti e delle poesie era correlata ai risultati positivi raggiunti dai partecipanti, così come lo erano le discussioni sui testi, la presenza di un conduttore del gruppo con buone doti di leadership e l’opportunità di essere inseriti in un gruppo la cui appartenenza è rimasta costante per tutta la serie di sedute.

Pochi studi si sono concentrati sull’effetto della biblioterapia sulla depressione e sui disturbi d’ansia nei bambini e negli adolescenti. Una mata-analisi condotta da Yuan, S. e collaboratori (2018) ha preso in esame studi randomizzati e controllati che hanno confrontato la biblioterapia con le condizioni di controllo per la depressione e l’ansia nei bambini e negli adolescenti (di età ≤ 18 anni). Sono stati selezionati otto studi con 979 partecipanti. Al post-trattamento, la biblioterapia era significativamente più efficace delle condizioni di controllo nel ridurre i sintomi di depressione o ansia ed è stata più efficace negli adolescenti depressi. Secondo i risultati di questa meta-analisi, quindi, la biblioterapia può essere più utile nel trattamento della depressione negli adolescenti, ma mostra effetti meno evidenti per l’ansia nei bambini.

Biblioterapia e disfunzioni sessuali

La biblioterapia è stata utilizzata come trattamento psicologico per individui o coppie che soffrono di disfunzioni della sfera sessuale. Le misure di esito primarie di questi studi sono il livello di funzionamento sessuale maschile e femminile e la continuazione o remissione della disfunzione sessuale. Gli esiti secondari sono la soddisfazione sessuale e il tasso di abbandono. Il funzionamento sessuale e la soddisfazione sessuale sono stati auto-riferiti dai partecipanti utilizzando questionari convalidati.

Sono stati riscontrati effetti positivi della biblioterapia per le disfunzioni sessuali e in tutti gli studi sono stati riscontrati effetti più significativi per le donne rispetto agli uomini.

Biblioterapia e disturbi neurocognitivi: uno studio sui caregivers

La biblioterapia è stata utilizzata anche per migliorare il benessere mentale dei caregiver di persone con disturbi neurocognitivi.

La biblioterapia ha avuto, tra i caregiver informali, effetti positivi sulla riduzione della depressione, sul miglioramento dell’autoefficacia nell’affrontare i comportamenti problematici e sulla riduzione dell’ansia.

Biblioterapia evolutiva: il ruolo della lettura nei contesti educativi

I contesti educativi formali e non formali sono chiamati ad agire in materia di creazione di luoghi di speranza per i bambini, poiché la speranza è uno dei più potenti predittori psicologici di successo nei giovani. È ciò che consente alle persone di fissare obiettivi di valore, di vedere i mezzi per raggiungerli e di trovare la spinta per far sì che tali obiettivi diventino realtà.

Uno studio condotto nel 2019 dalla psicologa portoghese Carla Vale Lucas e collaboratori ha valutato l’utilizzo della biblioterapia come un possibile strumento per promuovere la speranza nei bambini, presentando un protocollo di intervento denominato “Aprire le porte al futuro attraverso la lettura e la riflessione”. Questa ricerca-intervento è stata attuata con 173 bambini, di età compresa tra i 7 ei 12 anni. I risultati mostrano che il protocollo di biblioterapia è stato efficace nell’instillare i livelli di pensiero speranzoso tra i bambini e aumentare la consapevolezza della speranza. Pertanto, questo lavoro raccoglie linee guida pratiche da una prospettiva pratica, che possono ulteriormente aiutare a progettare interventi che infondono speranza sia nei bambini che negli adolescenti.

Per concludere…

In questo articolo sono stati discussi i risultati di alcuni studi sui benefici psicologici della biblioterapia. Tuttavia, la ricerca sulla biblioterapia, in particolare la ricerca sperimentale sistematica, è carente e richiede un approccio medico umanistico, attingendo alle conoscenze e ai metodi della psicologia e degli studi letterari cognitivi, nonché alle discipline cliniche per ampliare la nostra comprensione di come i processi dinamici dell’interpretazione mediano tra le strutture testuali e caratteristiche della salute mentale e della malattia.

I libri sono la cura per ogni malessere – ci mostrano le nostre emozioni, una volta, e poi ancora una, finché non riusciamo a dominarle.

G.H. Laurence

BIBLIOGRAFIA

Lucas, C. V., Teixeira, D., Soares, L., & Oliveira, F. (2019). Bibliotherapy as a hope-building tool in educational settings. Journal of Poetry Therapy32(4), 199-213.

Pettersson, C. (2018). Psychological well-being, improved self-confidence, and social capacity: bibliotherapy from a user perspective. Journal of Poetry Therapy31(2), 124-134.

Rahmat, H. K., Muzaki, A., & Pernanda, S. (2021, March). Bibliotherapy as An Alternative to Reduce Student Anxiety During Covid-19 Pandemic: a Narrative Review. In Proceeding International Conference on Science and Engineering (Vol. 4, pp. 379-382).

van Lankveld, J. J., van de Wetering, F. T., Wylie, K., & Scholten, R. J. (2021). Bibliotherapy for sexual dysfunctions: A systematic review and meta-analysis. The Journal of Sexual Medicine18(3), 582-614.

Wang, S., Bressington, D. T., Leung, A. Y. M., Davidson, P. M., & Cheung, D. S. K. (2020). The effects of bibliotherapy on the mental well-being of informal caregivers of people with neurocognitive disorder: A systematic review and meta-analysis. International journal of nursing studies109, 103643.

Yuan, S., Zhou, X., Zhang, Y., Zhang, H., Pu, J., Yang, L., Liu, L., Jiang, X., & Xie, P. (2018). Comparative efficacy and acceptability of bibliotherapy for depression and anxiety disorders in children and adolescents: A meta-analysis of randomized clinical trials. Neuropsychiatric Disease and Treatment, 14, Article 353-365. https://doi.org/10.2147/NDT.S152747

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